La nostra idea
di poesia.
Un progetto per far tornare i versi a circolare: letti, condivisi, salvati, discussi.
Fulminea, non superficiale.
Viviamo in un periodo pieno di parole, notifiche, contenuti rapidi, frasi consumate in pochi secondi. La poesia, paradossalmente, può essere una delle forme più adatte a questo tempo.
- Perché è breve, ma non superficiale.
- È immediata, ma non banale.
- Occupa poco spazio, ma può aprire mondi enormi.
Un verso può restare addosso più di un discorso. Una poesia può dare nome a qualcosa che avevamo sentito, ma non sapevamo dire.
Troppa Poesia nasce da qui: dal desiderio di creare un luogo in cui i versi possano tornare a circolare, essere letti, condivisi, salvati, discussi.
Rendere la poesia attraversabile.
Pubblichiamo poesie e frammenti poetici in forma visiva, accompagnandoli con brevi testi di contesto, analisi e interpretazione.
Ogni contenuto prova a tenere insieme due esigenze:
- —da una parte il rispetto per gli autori, le opere, le raccolte e il contesto letterario;
- —dall'altra il desiderio di rendere la poesia viva, leggibile, vicina, senza trasformarla in una lezione o in un esercizio scolastico.
Non vogliamo semplificare la poesia fino a svuotarla. Vogliamo renderla attraversabile.
Il nome è volutamente eccessivo.
Spesso la poesia viene considerata qualcosa di marginale, fragile, decorativo, quasi superfluo. Noi pensiamo il contrario.
C'è bisogno di più poesia: più attenzione, più immagini, più silenzio, più precisione, più parole capaci di non consumarsi subito.
«Troppa» non significa davvero troppa. Significa che la poesia può occupare più spazio di quanto siamo abituati a concederle.
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